Pubblicato da: elisabiondini | maggio 13, 2010

Il Grande Gatsby – F.S. Fitzgerald

work in progress… attach your comments if you’re ready. Sorry!!!!


Risposte

  1. Trent’anni: la promessa di un decennio di solitudine, una lista sempre più rada di scapoli da conoscere, un entusiasmo sempre più vago, sempre più radi capelli.

    Considero questo il passaggio più interessante del libro, o almeno quello che mi ha toccato di più.
    Sarà che ho 28 anni suonati, sarà che i capelli non sono più quelli fluenti di un tempo (infatti mi conviene portarli corti), sarà che le forze e le energie si disperdono su più fronti e non bastano più a farmi sentire rilassato e contento dalla mattina alla sera, sarà che qui ci si accoppia un po’ tutti e io rimango solo come il grande Gatsby, senza un ficosecco in mano, a spiare da una finestra quello che poteva il mio destino, solo se…
    Nella vita non c’è spazio per i se, il mondo continua.
    Nella vita il passato può non contare niente, non c’è spazio per rimorsi, ricordi, emozioni andate.
    Conta quello che siamo adesso, in questo momento e in questo luogo e con quelli che ci stanno intorno adesso; e se Daisy non c’è, pazienza.
    Ma vaglielo a spiegare a uno che ha fondato la sua esistenza solo per riconquistare quella persona che aveva perso, che si è incarnata in essa, unico fondamento e unica ragione del suo sentirsi vivo.
    “ Non c’è fuoco né gelo che possa sfidare ciò che un uomo può accumulare nel proprio cuore “.
    Riflessioni a parte, dovendo espormi, devo dire che non mi ha impressionato come mi aspettavo lo stile di Scott Fitzgerald, non sono entrato a pieno nel fascino di questa età del jazz ( ovviamente io parlo da profano della materia ).
    Gatsby ce l’ha descritto a pezzi e bocconi e tuttora non mi è ben chiaro quali siano i suoi traffici, come si mantiene insomma ( più che lui, tutti quelli che scroccavano alle sue feste ).
    Anche Daisy non ce l’ho ben presente, le vedo solo come una bambina viziata, tutto qui; viene più caratterizzata Jordan, forse perché a un certo punto Nick comincia a nutrire un qualche interesse verso di lei; Tom invece lo vedo come un bel fusto, benestante e orgoglioso, che si cura molto delle apparenze.
    La lettura tutto sommato è corsa via scorrevole, ma in generale qualcosa non mi ha convinto, non mi ha “preso” totalmente; quindi Francis, vecchio mio, sei rimandato.
    Ti do un’altra possibilità leggendo “ Tenera è la notte “. Alla prossima.

  2. Ho letto il grande gatsby a gennaio. ne avevo sempre sentito molto parlare.
    Volevo rileggerlo ora, ma di quesi periodi ho poco tempo e avevo gia iniziato un altra lettura.
    Un commento vero e proprio la memoria non me lo consente, ma qualcosa mi è rimasto.
    Il libro ricordo mi aveva un po’ annoiato, l’ho trovato piatto e monotono per la maggior parte.
    Qualcosa comunque mi attraeva nella lettura, difficile spiegarlo, forse il fatto che quegli anni 20 venivano dipinti con semplicità e molto efficacemente.
    Gli argomenti e i temi toccati sono comunque tanti e interessanti. Primo su tutti secondo me la solitudine in cui versava Gatsby, tanto da avere un funerale deserto: solo il padre e il suo amico Nick. Le feste organizzate nella propria villa riunivano molte persone che non si conoscevano e non erano amiche di Gatsby. Ma d’altronde Gatsby non era interessato alla loro amicizia, le feste erano solo il mezzo per inseguire il proprio sogno Daisy.

  3. Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.

    Un libro leggero che scivolerà via nella mia mente senza lasciare ricordi, si stanno già sbiadendo le sagome dei personaggi appena conosciuti. Le immagini che si formavano nella mia testa sembravano avvolte in una fitta nebbia. Non mi sono appassionato né alla storia né ai protagonisti. Tutto troppo freddo, distante. Eppure ho letto il libro velocemente, senza sforzo. Mi è piaciuto molto invece il pensiero finale con cui si chiude il libro, questa malinconia pessimistica, affannarsi a realizzare i proprio sogni sicuri di fallire.

  4. Io l’ho letto più volte negli ultimi dieci anni e lo adoro, ma so di essere prevenuto….
    Comunque F.S.F. ha un tipo di scrittura che non è che trascini il lettore Eh!? LO AMMETTO.
    E’ tutta la storia in sè e soprattutto nel finale che fa di questo libro ciò che è….
    SE fosse felice, in fondo, forse non sarebbe così…


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